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IL COMMENTO TECNICO: VIOLA SVUOTATA, PARI REGALATO DALLE SCELTE DI SOUSA

 

Tanto per dirne subito una e per capirci, mi sto chiedendo come si fa a lasciar fuori Kalinic. Ma sono tante altre le domande per le quali non trovo una risposta logica e motivazioni plausibili attorno a questo pareggio maledetto. A questa partita buttata.

E così, nella giornata più nera del campionato, quando sembra che tutto si stia allontanando e il terzo posto adesso sembra quasi un miraggio, mi ritrovo con poche certezze. Una cosa però deve essere chiara a tutti: non è il momento di arrendersi. Di mollare. deve diventare la parola d’ordine per l’allenatore, la squadra e soprattutto i tifosi.

Mi rendo conto che è difficile chiedere ancora fiducia al fantastico Popolo Viola, alimentare le speranze proprio perché questa sembra una squadra a fine corsa emozionale e motivazionale, però mancano ancora nove giornate alla fine, ci sono ventisette punti in palio e non possono essere svaniti nel nullala qualità e la cultura calcistica di quella Fiorentina che ha illuminato e incantato per gran parte della stagione.

Potrebbe ritornare, la vera Fiorentina. Il buon calendario è un appiglio, il recupero di alcuni infortunati e squalificati è una certezza, ritrovare lo spirito e il gioco è possibile.

Poi ci sarà tempo per i ma e i se, per le critiche, le accuse e gli eventuali processi. Per valutare quello che di buono è stato fatto (tanto) e quello che si è sbagliato (diverse cose) e come intervenire per migliorare. Ora non resta che credere ancora nel terzo posto nonostante questa super Roma trasformata da Spalletti (sabato hanno l’Inter, poi il derby, il Napoli e il Milan) e l’Inter che è tornata solida e vincente.

E’ difficile, però, digerire questo pareggio. Il Verona ormai è la bestia nera. L’anno scorso vinse al Franchi,questa volta ha pareggiato per merito suo, ma soprattutto per una partita preparata male e giocata peggio dai viola.

E pensare che dal tracollo con la Roma erano passati dieci giorni. Ero sicuro che questo gruppo avrebbe recuperato energie nervose e fisiche, in dieci giorni le partite si preparano bene. Il nodo era trovare un centrocampo accettabile in assenza di Vecino (infortunato) e Badelj (squalificato). Poi ci si è messo il polpaccio di Gonzalo, ma tutto sommato con il Verona una assenza simile si poteva sopportare. E cosa fa invece Sousa?

Si inventa una squadra sostanzialmente nuova, con poche certezze e molti esperimenti. Senza Gonzalo, la difesa a tre per me doveva essere fatta con Astori, Roncaglia e Tomovic, uno degli ultimi due a sinistra dove hanno giocato spesso. Alonso difensore e Pasqual esterno è stata la prima delle idee sbagliate. Per me Pasqual è un esempio di dedizione, ma a 34 anni non è più in grado di fare l’esterno basso e spingere come richiede il ruolo nella Fiorentina. Il gol del Verona l’ha preso lui, non è saltato forse per stanchezza, ma questo è un dettaglio.

Sbagliato anche mettere in campo una formazione piena di attaccanti che non lavorano per la squadra. Babacar, Tello, e Zarate sono anarchici individualisti, vivono per sé stessi, per l’invenzione, non hanno proprio la mentalità e forse anche la capacità per fare un altro lavoro.

Sbagliata pure la scelta più delicata, quella del centrocampo. Gli uomini erano quelli, non esistevano alternative valide, ma il macchinoso Mati al fianco di Costa non l’ho capito. All’occorrenza in quella posizione, con Vecino o Badelj, ha sempre giocato Borja che invece è stato schierato nei tre dietro Babacar. Non era più logico mettere Borja in mezzo e Mati più avanti?

Non mi dilungo sull’aver preferito Baba a Kalinic. Se è per recuperare il ragazzo da troppo tempo fuori, non per cinismo, ma mi sento di dire che nel calcio non può esistere il buonismo. Bisogna vincere. Stop. Escludere Kalinic è stato un suicidio.

Incredibilmente Sousa ha costruito una squadra privata delle sue abituali certezze (il regista difensivo, quello di centrocampo e il riferimento in attacco) e sostanzialmente troppo sbilanciata. Così è andata spesso in inferiorità numerica a centrocampo senza trovare le vie di passaggio per il lavoro del Verona in copertura e in difficoltà a fare pressing e recuperare palla. Comunque, anche con queste scelte sbagliate, pur giocando malissimo, senza avere mai l’idea di gioco, la Fiorentina è riuscita a fare un preziosissimo gol.

Di solito, quando si vede che una squadra non gira, un gol del genere andrebbe protetto. Congelato. E invece Sousa nei due cambi che ha fatto, ha messo ancora più in difficoltà la fase difensiva e il recupero palla della Fiorentina.

Il bello ci piace, il possesso palla pure, imporre la propria personalità anche, ma certe volte con una squadra non in grado di imporre il gioco, per ottenere il risultato si deve derogare e pensare solo all’equilibrio tattico.

Costa stava giocando male, è vero, ma era l’unico centrocampista vero. Non andava tolto, ma protetto, aiutato.Invece di Bernardeschi avrei inserito Kuba al posto di Tello, cercando di trovare maggiore copertura e comunque un elemento molto tattico come il polacco. Comunque anche Berna poteva andare, ma esterno destro, sempre al posto di Tello e non certamente per Tino Costa.

Sinceramente non avrei messo neppure Kalinic a quindici minuti dalla fine. A quel punto il calo fisico era già evidente. Con tre punte (Tello, Zarate e Baba), una mezza punta (Berna) e due centrocampisti offensivi (Mati e Borja), si imponeva l’ingresso di qualcuno in grado di correre o tenere palla. Kone? Ilicic?

Se non mi fossi spiegato, pur avallando le scelte iniziali di Sousa, io avrei chiuso nell’ultimo quarto d’ora con un 4-4-2 di copertura con Roncaglia, Astori, Alonso, Pasqual; Kuba, Borja, Costa, Mati e in attacco Berna e Zarate.

Finire invece con 6 giocatori con mentalità offensiva, un Pasqual spompato, Alonso che difensore vero non è, e due difensori di fronte all’arrembante Verona è stato come consegnare il pareggio, farsi schiacciare. Attaccare per difenderti lo puoi fare solo con una squadra al massimo della condizione, con questa Fiorentina mai. Alla faccia della cultura calcistica, in certe occasioni e in certe situazioni, se serve buttiamo pure la palla in tribuna.

Questo a Sousa ci sentiamo di dirlo. In Italia si vince anche così, ma lui dovrebbe saperlo. Per ora, invece, non rispondo a quelli innamorati di Tello (vi bastano davvero tre dribbling a partita?) o di Zarate (va bene nei secondi tempi), o a quelli che danno tutte le colpe del calo della squadra viola al mercato di gennaio.

Per me l’errore più grosso è stato il difensore. Ne riparleremo, non è questo il momento per le polemiche ma per il recupero di tutte le energie positive per provare la riconquista di un terzo posto ancora possibile. Non mollare…

Fonte: FirenzeViola