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Giro 100, 18ª tappa: vince Van Garderen, Dumoulin sempre in rosa

L'americano batte Landa a Ortisei al termine di un lunga fuga, i big si controllano e in classifica generale non cambia nulla dopo il tappone dolomitico

 

Quintana attacca ma non sfonda, Dumoulin resiste alla grandissima, Nibali controlla e non esagera con gli assalti: il tappone dolomitico non decide il Giro ma lo rende ancora più incerto. E rafforza le quotazioni di Tom Dumoulin. A Ortisei trionfa l'americano Van Garderen al termine della lunga fuga insieme allo spagnolo Landa. Terzo Pinot a 8", quarto Pozzovivo, partiti negli ultimi 4 km e capaci di rimontare oltre un minuto in classifica. Recupera anche Zakarin (a 24"). Tra i big le scaramucce si concentrano nella salita finale di Pontives con gli attacchi in successione dei primi tre. Nibali, Dumoulin e Quintana si marcano, non collaborano e chiudono insieme a 1'06". Di fatto, chi ne esce vincitore tra i tre è l'olandese, perché resta tutto invariato nella generale ma con un tappone in meno: Dumoulin in rosa con 31" su Quintana e 1'12" su Nibali. E domani si scala Piancavallo, una della salite che evoca la leggenda di Pantani. Intanto oggi è il giorno del riscatto di Van Garderen, il 28enne americano della Bmc sbarcato al Giro con ambizioni di classifica e naufragato già nelle prime salite. È la sua prima vittoria in una grande giro.

IL FINALE — Ai -54 km dall'arrivo la prima emozione. Sul Gardena parte l'assalto dei cacciatori della maglia rosa: accelera turbo-Quintana, risponde Nibali che gli si riporta in ruota nel giro di un chilometro, mentre Dumoulin torna sugli avversari più forti prima di scollinare il gpm, col solito ritmo senza strappi. Il colombiano prova a lanciarsi nella successiva discesa verso l'imbocco del Pinei, guadagna una dozzina di secondi ma poi affronta la salita con gli altri, senza attacchi. L'appuntamento per lo scontro è la discesa finale di Pontives iniziata con 44" di ritardo sui fuggitivi Landa e Van Garderen. Quintana rompe gli indugi ai -6.5 ma il gruppetto di Nibali-Dumoulin lo controlla e ricuce. Poi ai -5 è Nibali che tenta l'allungo. Chiuso anche lui. Subito dopo si alza sui pedali Dumoulin per dare anche il suo segnale. Alla fine arrivano insieme, si guardano, si controllano, si studiano. È tutto rimandato a domani. E Tom gode.

MARATONA — Era il giorno del tappone, 137 km e quasi 4000 metri di dislivello. La maratona delle Dolomiti parte immediatamente, e già al km 7 si avvantaggiano in quattro con l’offensiva di Berhane (Dimension Data), Rosskopf (Bmc), Rosa (Sky) e Boaro (Bahrain Merida). I primi tentativi di ricongiungimento falliscono, complice il ritmo altissimo del gruppo che riassorbe i contrattacchi. Poi, sulla salita verso il Passo Pordoi, primo gpm di giornata conquistato da Rosa, un plotone di circa quindici corridori va all’inseguimento dei battistrada e li recupera in due fasi durante la discesa verso Pieve di Livinallongo. All’attacco della salita verso il passo Valparola la fuga si compone così di 19 elementi tra cui anche Siutsou (a supporto di Nibali), Amador e Anacona (per Quintana) oltre a Van Garderen, Rolland, Stuyven, Landa e Fraile. Proprio lo spagnolo della Dimnesion Data, Omar Fraile, transita per primo al secondo gpm di giornata davanti al connazionale Landa e con quasi 2’ di vantaggio sui big.


VERSO IL GARDENA — Le rampe verso il Gardena si fanno sentire, e parecchio: davanti i battistrada si sgranano restando in 10, con anche Stuyven, Fraile e Rolland che perdono contatto. Dietro, tra gli uomini di classifica, la Movistar fa il passo e a resistere sono solo una quindicina. All’improvviso, proprio sul Gardena, si accende la tappa: ai -55 dall’arrivo, infatti, scatta Quintana. Dumoulin e Nibali si guardano decidendo di non rispondere; poi, un chilometro più tardi, quando il colombiano già viaggia con 25” di vantaggio, lo Squalo si lancia all’inseguimento e grazie anche al prezioso contributo di Cataldo, attardatosi dal gruppo di testa, 1000 metri più tardi riesce a riportarsi su Quintana. E Dumoulin? L’olandese in maglia rosa senza scomporsi accelera da dietro come un trattore e appena prima dello scollinamento del Gardena si riporta sui rivali, mentre davanti è Landa a prendersi il gpm, con il vantaggio degli ormai sette battistrada che vede il proprio vantaggio ridursi a meno di un minuto.
GLI ATTACCHI — Sulla discesa dal Gardena, Plaza, Yates e Quintana guadagnano fino a 100 metri di vantaggio su Dumoulin e Nibali, bravi però a riportarsi sotto al via della quarta ascesa dolomitica, il Passo di Pinei. In salita la fuga guadagna secondi, da 30” a 46”, e perde un elemento, con Rosa che si rialza e Landa abile a transitare in testa a un altro gpm. Nell’ultimo tratto di discesa, al km 122, l’allungo in testa proprio di Landa insieme a Van Garderen, La coppia affronta indisturbata l’ultima salita di Pontives, quando tra i big si studiano le mosse per provare a far saltare il banco. Ai 6,5 dal traguardo ci prova Quintana: 30 di vantaggio, poi le gambe non rispondono. Dumoulin controlla in serenità e neutralizza anche il tentativo di Nibali ai -5, quindi prova addirittura lui, tanto per dare l’ennesimo segnale. E’ la resa dei suoi avversari. Pinot va via con Pozzovivo, poi scappa anche Zakarin. Poco importa alla maglia rosa, che cura i suoi due rivali fino all’arrivo. Il primo sul traguardo è Van Garderen davanti a Landa. Ma chi trionfa, sempre più in rosa, è Tom Dumoulin.


ARRIVO — 1. Tejay VAN GARDEREN (Usa, Bmc) 3h54'03"; 2. Landa (Spa, Team Sky) s.t.; 3. Pinot (Fra, Fdj) a 8"; 4. Pozzovivo; 5. Hirt (R. Cec) a 11"; 6. Zakarin (Rus) a 24"; 7. Mollema (Ola) a 34"; 8. Kruijswijk (Ola) 9. Dumoulin (Ola) a 1'06"; 10. Quintana (Col); 11. Nibali.


CLASSIFICA — 1. Tom DUMOULIN (Ola, Sunweb) 80h00'48"; 2. Quintana (Col, Movistar) a 31"; 3. Nibali (Bahrain) a 1'12"; 4. Pinot (Fra) a 1'36"; 5. Zakarin (Rus) a 1'58"; 6. Pozzovivo a 2'07"; 7. Mollema (Ola) a 3'17"; 8. Kruijswijk (Ola) a 5'48"; 9. Yates (Gb) a 7'06"; 10. Jungels (Lus) a 7'24".


Fonte:http://www.gazzetta.it/Giroditalia

Giro 100, 17ª tappa: Rolland attacca e vince a Canazei. I big controllano

Il francese Pierre Rolland conquista la 17ª tappa del Giro 100, la Tirano-Canazei di 219 km. In fuga dal primo chilometro, con un'azione da finisseur fa il vuoto sugli altri compagni di fuga ai -8 km e arriva in solitaria in una tappa caratterizzata da due gpm nella parte iniziale (Aprica e Tonale in successione). Secondo si piazza Rui Costa e terzo Izagirre, a 24" da Rolland. Il gruppo se la prende comoda: al traguardo dopo 7'53". E' la prima vittoria francese in questo Giro e il primo successo di tappa per Rolland, 30 anni, della Cannondale-Drapac: aveva partecipato una sola volta alla corsa rosa piazzandosi quarto in classifica nel 2014. Giornata tranquilla per il gruppo che ha lasciato partire la fuga degli outsider (tra loro anche il deluso Van Garderen), senza forzare il ritmo in vista degli ultimi tre tapponi dolomitici e della crono finale. Il più alto in classifica generale era lo sloveno Jan Polanc, re dell'Etna, che ha guadagnato diverse posizioni. Capitolo maglia rosa: Dumoulin dovrà gestire 31" su Quintana e 1'12" su Nibali.
 
LA FUGA — Al primo chilometro allungo immediato di Pierre Rolland (Cannondale Drapac), Matej Mohoric (UAE Emirates) e Pavel Brutt (Gazprom Rusvelo), che transitano soli e proprio in quest’ordine sul passo dell’Aprica, dopo appena 15 chilometri di gara. Superata la discesa verso Edolo, sulla seconda salita di giornata, verso il Passo del Tonale, alle spalle dei battistrada un plotone di 40 corridori si stacca dal gruppo dei big e si getta all’inseguimento del terzetto al comando. Tutti gli uomini di classifica mandano avanti i compagni nell’azione di rincorsa - per Dumoulin c'è Geschke, Agnoli per Nibali, Izagirre e Sutherland per Quintana –così da non restare impreparati, con Jan Polanc - 13° a 12'13" – l’uomo più pericoloso e vicino a Dumoulin in classifica generale. Al secondo gpm il gruppo dei migliori passa addirittura con 8’52” di ritardo, con Rolland ancora primo in vetta. Il francese però perde terreno nella discesa con gli inseguitori, intanto, lontani non più di 3’ dalla neo nata coppia di testa. Uno svantaggio che resta stabile di lì in avanti mentre si dilata di molto il gap con il gruppo maglia rosa, distante circa 11’.
scatti e controscatti — Sulla salita verso il 3° gpm di giornata , 5,9 km al 6,8% di pendenza media con punte del 12%, Mohoric davanti resta solo, mentre il primo gruppo degli inseguitori si frammenta. Superato Giovo, paese natale di Francesco Moser e Gilberto Simoni, la caccia a Mohoric si intensifica e su di lui, al km 158, rientrano in dodici tra cui Van Garderen, De Plus, Rolland, Rui Costa e Polanc, quest’ultimo per alcuni frangenti di gara anche maglia rosa virtuale.

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Giro 100, 16ª tappa: Nibali epico, è il re dello Stelvio!

Il siciliano è fenomenale nel tappone con Mortirolo e doppio Stelvio. Batte in volata Landa, Quintana staccato in discesa, 3°. Colpo di scena Dumoulin: costretto a fermarsi per un attacco intestinale, riparte e perde terreno dai migliori ma resta comunque in rosa

C'è una regina e un re: la regina è il tappone del Giro 100 con il Mortirolo e il doppio Stelvio, il re è un meraviglioso Vincenzo Nibali, strepitoso in discesa e prima vittoria italiana di questa edizione. In una tappa epica, la Rovetta Bormio di 222 km, batte in volata Landa, stacca Quintana (a 12", 18" considerati gli abbuoni) e fa il vuoto su Dumoulin (2'16", più 10" di abbuono) appiedato da un guaio intestinale: ma l'olandese conserva la maglia rosa. Il Giro è riaperto. Ora, davvero, può accadere di tutto. Gli ultimi trenta chilometri di fuoco rasentano la magia. Attacchi e contrattacchi tra Nibali e Quintana sull'Umbrailpass, il versante inedito dello Stelvio, dove è scollinato per primo lo spagnolo Landa, poi ripreso in discesa dal ritmo forsennato del siciliano tra i tornanti leggendari. È lì che Nibali ha tenuto il colombiano a debita distanza e ha costruito la sua settima vittoria di tappa al Giro. Ma è stato un attacco intestinale accusato dalla maglia rosa Tom Dumoulin il vero colpo di scena della giornata: costretto a fermarsi prima dell'Umbrailpass, a ripartire e a scalare l'ultima salita tutto da solo, ha perso secondi importanti dai rivali per la vittoria finale. La nuova classifica generale: Dumoulin stoico in rosa, ma soltanto con 31" di vantaggio su Quintana e 1'12" su Nibali (che alla partenza doveva recuperare 3'40"). Tutto riaperto. È un Giro fantastico.

 

I big, e il problema fisico di Dumoulin, hanno acceso la corsa soltanto nella salita finale dell’Umbrailpass, inedito versante dello Stelvio, dopo che erano stati già scalati il Mortirolo (da Monno, più leggero) e lo Stelvio da Bormio. Della lunga fuga che ha caratterizzato la giornata erano rimasti in avanscoperta prima dell’Umbrail soltanto Landa, Anton, Kruijswijk, Amador, Anacona e Hirt. Poi in salita, e nei venti chilometri finali di discesa verso Bormio, sono iniziate le scintille tra gli uomini di classifica. Negli altri due gpm della giornata erano passati per primi Luis Leon Sanchez, sul Mortirolo, e Mikel Landa, sullo Stelvio Cima Coppi con il panorama mozzafiato della neve a bordo strada fino ai 2758 metri del tetto del Giro. Emozione per Sanchez, compagno di squadra di Michele Scarponi al quale era dedicata la scalata del Mortirolo: i compagni di fuga lo hanno lasciato transitare per primo.

IL MORTIROLO — Era la tappa più dura, si sapeva. Quanti chilometri? Moltissimi: 222, con 5500 metri di dislivello. L’andatura molto sostenuta in avvio, addirittura a una media di 50,3 km/h nei primi 60 minuti, non permette agli attacchi di prendere il largo, con la prima vera azione innescata al km. 48 con Bilbao Lopez, Kiryienka e Mohoric raggiunti ben presto da una ventina di corridori. Questa è la situazione al via della salita verso il Mortirolo (12,6 km al 7,6% con punta al 16%) coi fuggitivi che prima perdono e poi guadagnano secondi sulla seconda parte dell’ascesa. A transitare per primo sul gpm intitolato a Michele Scarponi è proprio un suo ex compagno, lo spagnolo dell’Astana Sanchez, seguito dai connazionali Fraile e Landa. Kruijswijk e Rolland gli altri nomi forti tra i battistrada, in vantaggio di 1’55” quando inizia la discesa verso Grosio. Ritmo alto in questa prima parte di gara, utile fin da subito a far selezione, con Elissonde (Sky), Hermans (Bmc) e Sen De Bie (Lotto Soudal) costretti al ritiro.
CIMA COPPI — I 23 chilometri di fondovalle passando per Bormio preparano l’attacco alla prima ascesa sullo Stelvio (Cima Coppi): qui sulle terribili rampe fino a 2758 metri, 21,7 km al 7,1% di pendenza media e punta del 12%, il gruppo di testa si sgretola e davanti restano soltanto in otto tra cui Landa, Sanchez, Izagirre, Amador e Kruijswijk, mentre tra i big a Nibali rimane il solo Pellizzotti a supporto, con Quintana che conta invece su tre uomini nella fuga di giornata. La Cima Coppi incorona Landa, abile a scattare e a varcare per primo la vetta, mentre Anacona – altro uomo Movistar – rientrava sugli 8 al comando. Sulla discesa allunga Amador, poi raggiunto da Landa; Izagirre invece rallenta per attendere la maglia rosa e supportare da vicino Quintana. Davanti i fuggitivi tornano compatti e il gap, nella valle che porta all’Umbrail Pass, si mantiene sui 2’ scarsi.

COLPO DI SCENA — Kruijswijk parte proprio quando comincia l’Umbrail Pass, braccato immediatamente da Landa che si lancia in testa da solo. Ma è dietro che accade il colpo di scena: a -33 km dall’arrivo Dumoulin è vittima di un attacco intestinale che lo costringe a fermarsi a bordo strada. L’olandese riparte tutto solo dopo un minuto abbondante e avendo perso il treno dei big, non intenzionati però ad approfittare subito del problema occorso alla maglia rosa. Così Dumoulin avvia la sua rimonta disperata al ritmo di una “cronoscalata”, mentre prima Nibali e poi Quintana, dopo aver temporeggiato, tentano l’allungo ai -25 dall’arrivo portandosi dietro con loro solo Pozzovivo e Zakarin. La maglia rosa fatica; lo Squalo intanto rilancia a 500 metri dal gpm e con Quintana, in discesa, riprende Landa a 11,8 km dal traguardo. Poi il siciliano sui tornanti più tecnici fa il vuoto proprio insieme a Landa, staccando seppur di poco, il colombiano. Allo sprint Nibali si prende il successo sullo spagnolo e trionfa con 12” su Quintana (+ 6” di abbuono). Il Giro è riaperto, viva il Giro.
ARRIVO — 1. Vincenzo NIBALI (Bahrain-Merida) 6h24'22" 2. Landa (Spa, Team Sky) s.t.; 3. Quintana (Col, Movistar) a 12"; 4. Pozzovivo a 24"; 5. Zakarin (Rus) a 34"; 6. Formolo a 1'26"; 7. Mollema (Ola) a 1'35"; 8. Jungels (Lus); 9. Yates (Gb); 10. Pinot (Fra).
CLASSIFICA — 1. Tom DUMOULIN (Ola, Sunweb) 70h14'48"; 2. Quintana (Col, Movistar) a 31"; 3. Nibali (Bahrain-Merida) a 1'12"; 4. Pinot (Fra) a 2'38"; 5. Zakarin (Rus) a 2'40"; 6. Pozzovivo 3'05"; 7. Mollema (Ola) a 3'49"; 8. Jungels (Lus) a 4'35"; 9. Kruijswijk (Ola) a 6'20"; 10. Yates (Gb) a 7'00".

 

Fonte:gazzetta.it

 

Morto Nicky Hayden, aveva 35 anni: fatale l'incidente in bici di mercoledì

Nicky Hayden non ce l'ha fatta. È arrivato il comunicato dell'ospedale Bufalini di Cesena con il decesso del campione di motociclismo statunitense, rimasto gravemente ferito il 17 maggio in un incidente stradale a Misano Adriatico, mentre si allenava in bicicletta. Ecco il testo: "Il Collegio medico ha accertato il decesso del paziente Nicholas Patrick Hayden, ricoverato da mercoledì scorso 17 maggio nel reparto di Rianimazione dell'Ospedale Bufalini di Cesena a seguito del gravissimo politrauma occorso in quella stessa data". (gazzetta.it)

 

L'INCIDENTE — Il 35enne iridato MotoGP del 2006 si stava allenando in bicicletta da corsa quando intorno alle 14, sulla strada provinciale Riccione-Tavoleto (la dinamica è ancora da accertare, ma è emerso un video che chiarirebbe parecchie cose), è stato investito da una Peugeot 206 CC, guidata da un 30enne di Morciano di Romagna, rimasto illeso. Il corpo del pilota è finito sul cofano e ha sfondato il parabrezza dell'auto. Subito soccorso, il 36enne del Kentucky era stato prima portato all'Ospedale di Rimini e poi trasferito al Bufalini di Cesena, sempre in condizioni molto gravi. Dagli Usa sono arrivati la mamma Rose e del fratello Tommy. Poi la notizia della morte.

LA CARRIERA — Hayden nel Motomondiale ha disputato 218 GP con tre vittorie in MotoGP e 28 piazzamenti sul podio. Ha debuttato nella MotoGP nel 2003, con la Honda, e dopo una lunga militanza nella classe regina, che lo ha visto conquistare il Mondiale nel 2006 ai danni di Valentino Rossi, e gareggiare anche con la Ducati, nel 2016 è passato in Superbike con Honda, concludendo con il quinto posto in classifica generale. Confermato anche per quest'anno, l'americano era reduce dal 12° posto conquistato nel weekend passato in gara-2 del GP di Italia.

Rossi cade all'ultimo giro! Vince Viñales che vola nel mondiale, secondo Zarco

Altra gara pazzesca, ricchissima di colpi di scena. A Le Mans torna al successo Maverick Viñales in una corsa dominata dalle Yamaha. Con Marquez out, Zarco è davanti per lunghi tratti, fino ad essere superato dai due ufficiali. Rossi e Viñales instaurano un duello fantastico, fino al doppio errore del Dottore: prima va lungo ad una curva, poi cade all'ultimo giro. Terzo Pedrosa.

In questa nuova, pazza, stagione della MotoGP, anche Le Mans è gara non per deboli di cuore. Succede di tutto sul celebre tracciato, finalmente non condizionato dal maltempo. Splende il sole in Francia, sorride tantissimo a Maverick Viñales. Lo spagnolo torna al successo: una vittoria che vale tantissimo per il morale, ma soprattutto per la classifica. Marquez cade a metà corsa, Valentino finisce a terra all'ultimo giro. E così Maverick taglia il traguardo per primo, allungando in maniera importante nel mondiale.

Doveva essere un trionfo per la Yamaha, alla fine lo è stato a metà. Grande, grandissima gara del Dottore, che per larghi tratti scruta da lontano Viñales e Zarco, per poi attaccarli nel finale. Rossi riesce nel fantastico sorpasso su Top Gun, andando in testa all'ultimo giro. Poi nella tornata finale arriva l'incubo: prima va lungo facendosi ripassare dal compagno di squadra, tre curve dopo termina a terra. Uno zero importantissimo, clamoroso, un errore non certo da Valentino. Un gran peccato.

Quindi vince Vinales davanti al fenomenale Zarco. Johann prova l'azzardo partendo con le morbide, va subito in testa per rimanerci a lungo. A metà gara Viñales lo passa, ma lui rimane li, vicinissimo alle ufficiali. La caduta di Rossi nel finale gli regala il secondo posto. Chiude il podio Pedrosa che, zitto zitto, dal 13mo posto arriva terzo, mettendosi al secondo posto nel mondiale. Tante cadute: oltre a Rossi anche Marquez finisce out. Quarto quindi Dovizioso, poi Crutchlow e Lorenzo.