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Tutto il calcio toscano minuto per minuto, formula vincente che toccherà i 40 anni di vita

Presto potrà festeggiare i suoi primi 40 anni. Come una bella donna, arricchita di esperienza, dopo aver perduto la giovinezza. La trasmissione “Tutto il calcio toscano minuto per minuto” su Radio Bruno, prima su Radio Quattro, è un cult della domenica. Regina indisturbata fino alla metà degli anni Duemila, l’avvento di internet in tutte le case certamente l’ha un pizzico penalizzata. Ancora prima i telefoni cellulari. Ma fino ai primi anni ’90 se volevi conoscere i risultati dei dilettanti o chiamavi ad un telefono fisso un dirigente di una squadra, altrimenti alle 19, con replica la mattina dopo alle 7,30, prima di andare a scuola, bisognava ascoltare Marco Nardi. Risultati e classifiche dalla serie A alla Seconda categoria, per mezz’ora di numeri. In classe ripetevamo l’operazione cercando di imitare la voce radiofonica. Per anni ci siamo chiesti se il Casotto Pescatori fosse un’invenzione letteraria o se esistesse davvero. E in questo secondo caso, ci immaginavamo una casina di legno sulla riva del mare dove i pescatori tenevano gli attrezzi e magari disputavano le partite in casa proprio lì. Anni ’80 e primi della decade del ’90, quando il calcio dilettanti aveva ancora un senso, quando c’erano derby o sfide che portavano negli stadi 3-4 mila persone. Per molto tempo Maurizio Bolognesi e Marco Nardi erano solo delle voci per chi scrive. Finalmente, nel 2005 li ho conosciuti in…carne ed ossa. La trasmissione ricevette anche un premio nazionale anni addietro. Meritatissimo. Grazie proprio a loro due, che hanno tenuto  e resistito fino ad oggi. Certo, ogni tanto sfugge un congiuntivo, oppure un “Siamo “strinti” con i tempi…” o un “albitro”ai vari inviati sui campi, ma uno svarione rende più simpatici e ci può stare (mi ci metto pure io che domenica scorsa a Montecatini ho toccato i 350 interventi domenicali in questi 11 anni, compresa la pallavolo di serie A con i mitici Lupi), ma la qualità è davvero elevata, rispetto ad altri format simili, sparsi per l’Italia. Dopo un Montecalvoli-Viareggio in Eccellenza, ricordo ancora l’emozione di seguire la settimana successiva dal Franchi, Fiorentina-Juventus, 5 dicembre 2005. Un bel salto. Il 4 maggio 2014 poi l’emozione mi assalì mentre descrivevo gli ultimi secondi di Correggese-Lucchese con i rossoneri che in 3 anni ritornavano in C dopo 2 fallimenti. Chi mi conosce sa che non sono un tifoso. Seguo la Lucchese volentieri ma cerco sempre l’obiettività. Lo confesso, quella commozione che a Lucca è diventata virale ed è su Cd e quant’altro, era anche la mia liberazione dopo essermi sciroppato tutte le partite, trasferte comprese per migliaia di chilometri. I colleghi sono tutti all’altezza, ritmo e tempestività e precisione i punti di forza. Radio Bruno è diventata anche l’emittente ufficiale della Fiorentina, ma pure, e da anni, del Pisa, del Livorno, dell’Empoli. Si cerca di seguire tutte le squadre toscane anche se lo spezzatino degli orari non agevola. La gente dimostra di apprezzare, lo posso tastare con mano tutte le settimane negli stadi. Bolognesi e Nardi i due deus ex machina, i Dioscuri di questa geniale trovata, per un rito, quello degli italiani e dei toscani che dura da 4 decenni. Per qualche anno ancora andremo avanti, la radio ha un fascino insostituibile. Poi la tecnologia forse ci permetterà di vedere le partite su un ologramma e non più sul muro, immaginandola, come cantava Lucio Dalla, ascoltando la radio.