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Amarcord, i giocatori della Lucchese 1978 che portò 6 mila lucchesi a Ferrara questa sabato in città per la festa

Ci sono formazioni che conosciamo a memoria. Quella dell’Italia campione del Mondo 1982 e 2006, quelle delle nostre squadre del cuore autrici di imprese e vittorie memorabili. Pierotti, Cisco, Nobile, Gaiardi, Morgia, Platto, Ciardelli, Savian, D’Urso, Bertolucci, Novelli, con Vescovi che spesso si alternava allo stesso Bertolucci in una specie di dualismo con tanto di fan dell’uno o dell’altro. Allenatore Meregalli e dirigente maximo Romeo Anconetani. Questa formazione rappresenta per i lucchesi qualcosa di più di una semplice squadra di calcio. Che tra l’altro non vinse nulla, ma è scolpita nella memoria e nella storia più di quella che nel 1990 riportò la Pantera in serie B (ci sarebbe rimasta 9 stagioni consecutive) di Orrico. La Lucchese ha pure 9 stagioni in serie A nella sua gloriosa avventura sportiva, ma nessuna di queste formazioni pareggia l’emozione di quell’undici, mitico, come nella celebre commedia. Era la stagione 1977-78. L’ultima con la C unica come adesso, prima della divisione tra C1 e C2. Anconetani forma un blocco compatto. Ci sono persino dei lucchesi, come Pierotti, Bertolucci, Novelli. Roba rarissima. Due 0-0 esterni all’avvio, in mezzo il successo sulla Reggiana e l’1-1 con il Pisa. Erano diverse stagioni che i rossoneri in C si piazzavano tra il 4^ e il 10^ posto, campionati senza infamia e senza lode. Pierotti il portiere paratutto. Morgia, uno stopper romano che però si è trasferito a Lucca e ci abita ancora che è ottimo allenatore. L’elegante libero Platto, il mediano Gaiardi che andò a Catanzaro in A la stagione successiva, l’ala Novelli dal dribbling ubriacante, il bomber D’Urso, un centravanti che la metteva dentro. Contro il Livorno i rossoneri si impongono 1-0 davanti a 18 mila persone. La squadra di Meregalli vince in casa pareggia fuori, con qualche blitz, come Giulianova, Riccione ma soprattutto, febbraio 1978, 4^ di ritorno, 1-0 a Pisa con gol direttamente su calcio d’angolo e tifoseria in delirio. La Spal è fortissima. Il presidente Mazza ha chiamato il toscano Caciagli a guidare la corazzata dei vari Gibellini, Pezzato, Manfrin, Donati, toscanissimo di  Piccioli ex Empoli. All’andata la Lucchese sale in cattedra (per menzionare il titolo del Tirreno) e surclassa gli estensi per 2-0. Si arriva allo scontro diretto del girone di ritorno. 12 marzo del 1978. Le due squadre si giocano la B. Spal, reduce dal ko di Chieti, avanti di un punto sui rossoneri che non erano riusciti a completare l’aggancio pareggiando 0-0 in casa con il Giulianova. Direte voi, ma non ci hai ancora spiegato come ami quella squadra è speciale. Perché il buon Romeo organizzò 3 treni speciali e per la prima e sinora unica volta, 6 mila (avete letto bene) 6 mila lucchesi di ogni età e ceto sociale si recarono a Ferrara per la Partita  con la P maiuscola. Quello che è accaduto lo sanno ormai anche i muri. Lucchese avanti 2-0 nel primo tempo con gol di D’Urso e Novelli e tris sfiorato. Un sogno che si stava avverando. Lucchese domina ma gli emiliani accorciano su un rigore davvero dubbio, anzi inesistente per un fallo di mano di Nobile. L’arbitro, D’Elia, uno che poi fece carriera, decretò il penalty che Pierotti parò, ma Manfrin potette ribattere in gol. La Lucchese sembrava resistere ma a 7’ dalla fine in mischia l’ex Cagliari Idini firmò il 2-2. Le cose in classifica rimasero uguali, Spal appena un punto avanti, ma il contraccolpo di quell’occasione mancata fu tremendo. Da lì in poi la Lucchese vinse solo una volta e la Spal volò in B con 11 punti di vantaggio. All’epoca passava solo la prima, come adesso. E proprio sabato, 12 marzo 2016, a distanza di 38 anni, tutti coloro che scesero in campo quel giorno si ritroveranno a Lucca, prima in un locale, poi al mitico bar Duilio, assisteranno a Lucchese-Rimini, nella speranza che portino bene. Per la cronaca, durante l’estate del 1978, Romeo Anconetani se ne andò. Dove? In una città lì vicino, di là dal foro di san Giuliano dove rimase una vita con risultati che tutti conoscete. Un film? Lo sport regala anche queste emozioni…