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Con Filippo Boniperti… Stampa
Empoli FC
Scritto da Alessio Cocchi   
Martedì 11 Settembre 2012 13:16
Con un “pizzico” di ritardo è arrivato e da ieri si è aggregato ai compagni in azzurro. Parliamo di Filippo Boniperti.
Lo abbiamo contattato per sentire direttamente da lui quelle che sono le sue prime impressioni riguardo la nuova avventura.
Ben arrivato Filippo. In questi casi si dice, meglio tardi che mai…
 ” Eh, si, alla fine sono arrivato con qualche giorno di ritardo rispetto a quello che anche io pensavo. Dovevo completare un percorso riabilitativo al ginocchio e le società erano d’accordo che facessi questo a Torino, o meglio a Vinovo. Adesso ho terminato questa fase e sono arrivato, pronto a mettermi in gioco.”
Anche se, giusto per capire, non possiamo considerati pronto da subito?
” No. Spero però entro dieci giorni al massimo di potermi mettere a lavorare con la squadra e magari iniziare a farmi trovare disponibile dal mister. Poi è chiaro le scelte le farà lui, io posso solo fare il massimo per metterlo in difficoltà.”
Hai già giocato in serie B (anche in A ed EuropaLeague), però anche per te questo è l’anno dell’esame, quello che ti potrebbe far fare il salto di qualità?
” Me lo auguro. E’ indubbiamente una grande occasione, lo so, e sono felice di essere qui, appena si è presentata l’opportunità ho subito detto di si.”
Non sei il primo juventino che sbarca ad Empoli, hai avuto qualche feedback particolare?
” Ad essere sincero, al di la del fatto che ero già pienamente convinto da solo, Claudio Marchisio mi ha parlato più che bene di Empoli e dell’Empoli e di come si lavora qui. Ripeto, non ce n’era bisogno, ma mi sono convinto ancor di più“
Lo scorso anno eri a Carpi, ritrovi quindi Laurini. Conosci altri ragazzi?
A parte Vincent non conosco personalmente gli altri, molti gli conosco per fama, come Tavano e Maccarone. Però il primo impatto è stato più che positivo, mi sembra che il gruppo sia davvero ottimo.”
Che giocatore è Boniperti, raccontaci di te…
” Sono un esterno di centrocampo, riesco a giocare su ambedue le corsie. Qualcuno mi ha definito attaccante, non lo sono, anche se qualche gol, ogni tanto, lo faccio.”
Ti faccio la domanda che tutti, almeno una volta, ti hanno fatto. Che cosa significa e che peso ha portare il tuo cognome?
” Ovviamente mi inorgoglisce, non potrebbe essere altrimenti. In molti pensano che portare questo cognome mi apra a priori delle porte, ma nello sport certe leggende valgono e non valgono. Io ti posso dire che spesso intorno a me c’era proprio un filo di diffidenza, soprattutto da più piccolo. Ho dovuto sempre lavorare il doppio per far capire che prima di Boniperti c’era Filippo.”
Tuo nonno comunque ti segue?
” Sempre, ma a distanza. Non riesce a venire a vedermi, dice che soffre troppo. E’ un grande, a lui devo molto perchè mi ha insegnato i valori dello sport e del calcio, e mi ha rimpito di consigli.”
Chiudiamo con una battuta su quest’Empoli. Che impressioni stai avendo?
” Ho visto tutte e tre le gare e devo dire che l’impressione è buona. A Novara abbiamo giocato con autorevolezza e avremmo meritato di vincere. Con il Sassuolo certo, c’è stato un passaggio a vuoto, loro sono molto forti e forse il prendere gol a freddo ha condizionato l’andamento del match.”

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